Pasta fatta in casa, passatelli, cappelletti, spoja lorda, pasta reale, tagliatelle, tortelloni, orecchioni, garganelli, strozzapreti
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Pasta fatta in casa e piadina

Tagliatelle fatte in casa La fama dell'abilitÓ delle "azd˛re" romagnole nel preparare la sfoglia Ŕ da tempo uscita dai confini regionali, fino a rendere i primi di pasta e la celeberrima piadina, simboli di questa terra.
La pasta fatta in casa Ŕ spesso il risultato di un'arte antica che si manifesta in numerose forme e varianti, delle quali non esiste mai la ricetta unica e la cui interpretazione scatena accese discussioni che si concludono regolarmente con sfide e verifiche all'ultima forchetta.
All'origine del pregio Ŕ una preziosa sfoglia (spoja): ingredienti genuini, una tecnica raffinata nel tirare a mano con il mattarello (e' s'ciad¨r) una sfoglia sottile e regolare ed il rispetto dei tempi di riposo, garantiscono la giusta consistenza per assorbire in maniera ottimale il condimento.
Le tradizionali "minestre in brodo" celebrano le festivitÓ: passatelli, cappelletti, minestra ripiena (o spoja lorda), pasta reale, trionfano in un brodo di cappone che, ancora pi¨ della pasta stessa, rappresenta per l'autrice il vero motivo d'orgoglio.
"E' magnador" (il mangiatore) predilige per˛ le "minestre asciutte": tagliatelle, tortelloni, orecchioni, garganelli, strozzapreti, Piadinaaffogano in saporiti rag¨ o in semplici condimenti come burro e salvia. Regna su tutti il cappelletto romagnolo, secondo alcuni con ripieno esclusivamente a base di formaggi (ne Ŕ stata brevettata una ricetta con registrazione notarile), secondo altri (che si ispirano all'Artusi) con l'aggiunta di un poco di maiale. Durante le festivitÓ, i giovanotti ancora si sfidano a chi riesce a mangiarne il maggior numero, in ossequio all'antica tradizione contadina che valutava il valore di un uomo in virt¨ del suo appetito.
La piadina Ŕ, invece, una sintesi elementare di farina, acqua o latte, strutto, sale e bicarbonato, cotta sul testo (tegia), una piastra rotonda e piatta di pietra refrattaria o terracotta. A dispetto della sua semplice ricetta, ne esistono diverse varietÓ. A seconda della zona cambiano cottura, dimensioni e spessore: man mano che si procede verso l'entroterra diventa pi¨ alta e piccola, fino a poter essere incisa ed imbottita, quasi fosse un panino. Il suo sapore neutro valorizza ogni tipologia di gusto, ma trova il miglior compimento con affettati e formaggi freschi, in particolare con squaquerone e rucola.

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